Io Robot. 2035: Vin Disel incontra Robin Williams

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Asimov non basta a fare un buon film di fantascienza.
Will Smith non basta a far ridere.

Oggettivamente la storia, la trama, il plot (chiamatelo come vi pare) di Io Robot è avvincente, attualissima (anche se ormai dopo aver sviscerato certe tematiche ormai da anni non è più molto originale), ed in grado di catturare l’attenzione dello spettatore. Visivamente il film rende bene. In pratica è molto godibile, da affittarsi il dvd e vedersi le scene d’azione e i colori (fantastici) in tutta la magnificienza del digitale. Quello che credo tuttavia, è che Proyas aspirasse ad altro, ad un ben più alto livello, è forse per questo che cerca di commistionare diversi elementi e generi: il poliziotto duro e diffidente verso la modernità (che si scopre alla fine – ma va? – che ha ragione), appassionato di “cose vecchie” (celebrate in diverse maniere le già mitiche Converse All Star, le Chuck Taylor come le chiamano alcuni), il robot umanizzato, l’attrazione e la repulsione che al tempo stesso un po’ tutti abbiamo per le macchine, le scene d’azione che sembrano a metà fra XXX e Ritorno al Futuro. Ma la commistione non riesce appieno, e a poco vale, nella trama, il riferimento alle 3 leggi della robotica teorizzate da Asimov ormai anni or sono.

La ribellione delle macchine, l’eroe all’antica che salva il mondo quasi ridisegnando una nuova mitologia biblico-cybernetica, l’uso degli indizi per risolvere il caso, capiti solo a metà dal protagonista (e compresi appieno solo a fine film), sono tutti elementi già visti. Questo non fa di loro, ovvio, cose improponibili, anzi… solo che forse Proyas è più a suo agio con atmosfere goticheggianti, ed antieroi romantici; probabilmente se fosse stato un remake di Blade Runner gli sarebbe uscito meglio, ma questo non è Blade Runner (anche se il nome dei robot – NS è la sigla- è simile all’ “unità Nexus” del film di Scott). Siamo piuottosto ad un incrocio fra Terminator, Brivido e L’uomo bicentenario, dove però, (quasi) ogni spunto interessante si risolve con un poco di fatto. Troppo fracassone forse, o troppo poco (dipende dai gusti), per essere relegato in un genere specifico, ma questo non gioca in toto a suo favore,anzi. Io Robot rimane in una specie di limbo del non catalogabile, e se siamo lontani dai Transformers e dalla cinematografia di serie B, siamo anche lontani da 2001 Odissea nello spazio.

Senza togliere nulla a nessuno comunque il film è godibillissimo: spaparanzati in poltrona con Coca Cola e pop corn, volume dell’impianto alto si passa una bella serata 😉 , non è stupido e coinvolge, non solo gli occhi ma anche il cervello, solo che vista la trama e “l’alto riferimento” (Asimov), m’aspettavo un po di più. Piacerà probabilmente a molti teen ager che lo troveranno oltre che gustoso anche (sic!) “intelligente”.

Smith conferma di essere bravo, quando fa lo sbruffone “idiota” è decisamente simpatico, ma, alla fine, non fa molto la differenza.

IO ROBOT
Regia: Alex Proyas
Scritto da: Isaac Asimov (suggested by book); Jeff Vintar(screen story)
Genere: Azione/Science Fiction/ Thriller
Durata: 115 min
Nazione: USA
Colore: colore
Anno: 2004
Cast: Will Smith; Bridget Moynahan; Alan Tudyk; James Cromwell; Bruce Greenwood; Adrian Ricard; Chi McBride; Jerry Wasserman; Fiona Hogan; Peter Shinkoda; Terry Chen; David Haysom; Scott Heindl; Sharon Wilkins; Craig March;

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