Kobayashi Live. L’uomo con la macchina da presa.

kobayashi live

Martedì 15 marzo alle ore 21.15 al Cinema Margherita di Cupra Marittima si è svolta una serata in cui il grande cinema muto ha incontrato l’indie-rock. La band dei Kobayashi ha composto per l’occasione un’opera completa che accompagna e fa da sfondo a L’uomo con la macchina da presa di Dziga Vertov, film russo girato nel 1929.

Serata davvero emozionante. Il gruppo toscano dei Kobayashi dà nuova vita al film di Vertov del ’29. E lo fa con stile, competenza e un impatto sonoro di quelli che non capita di sentire spesso.
Ora ci sarebbero da fare alcune premesse. La prima è che io non conoscevo questo film, e nemmeno il suo autore. La seconda è che conoscevo molto poco i Kobayashi.
L’uomo con la macchina da presa è stata una piacevole sorpresa. Messo in ombra dal contemporaneo e connazionale Eisenstein, Vertov è stato sempre sconosciuto ai più. Eppure questo L’uomo con la macchina da presa è un film che rimane, oggi nel 2011, assolutamente godibile. Non solo dai cinefili. Celebrativo al punto giusto, non ridondante, mai banale, L’uomo con la macchina da presa tiene desta l’attenzione dall’inizio alla fine. Eppure sta raccontando, in fondo, la giornata di un cineoperatore. Vertov alterna stratagemmi visivi ed effetti speciali ad immagini in assoluta presa diretta. Si diverte a filmare, crede nell’occhio dell’obiettivo, nel lavoro di regista e ce lo fa sapere. Oltre all’inventiva, e “all’occhio”, al cinema serve poco altro. Una lezione che forse molti dovrebbero andarsi a ripassare.

I Kobayashi da parte loro, hanno saputo interpretare il film creando (per l’occasione) delle musiche che alternando momenti didascalici ad arie di più ampio respiro.
Non hanno mai – e dico mai – sbagliato il bersaglio. Musica e video che sembravano a volte rincorrersi, a volte separarsi, a volte abbracciarsi. Il termine sonorizzazione, seppur tecnico, è riduttivo. Martedì siamo stati di fronte ad un amalgama riuscitissimo di immagini e suoni in movimento. Musica e film si equilibravano e rafforzavano a  vicenda, alternando predominanze, creando unisoni. Mai la prima serva del secondo, quanto invece compagna amorevole e appassionata.

Parlando da organizzatore, devo dire che ci siamo fidati di questi ragazzi toscani interpellandoli per questo progetto, che pur non particolarmente innovativo era senza dubbio ambizioso. Ci hanno ripagati con uno spettacolo meraviglioso. Grazie.

P.S.
permettetemi un ringraziamento speciale a chi questo progetto l’ha pensato e tenacemente perseguito. Grazie Mr Mangiole! 😉

 

Articolo originariamente scritto a marzo 2011

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