Le-Li live @ Brevevita 19 marzo 2011

le-li

Saputo di questo concerto al Brevevita quasi per caso un paio di giorni prima, sono andato a cercarmi su youtube qualche pezzo di questi Le-Li. Mi sono piaciuti subito e ho deciso che sarei dovuto andare.

Live non deludono, anzi! Definirla una piacevolissima sopresa non rende l’idea.

I Le-Li sono un duo (John e Le-Li appunto), un sodalizio artistico che avvalendosi di altri ottimi musicisti riesce a creare non tanto delle canzoni quanto delle vere  e proprie atmosfere.

Ascoltare  i le-Li è come aprire un diario segreto, è un mondo che si rivela. Un mondo di sogni, di giochi e di parole, il più delle volte sussurrate. In questo senso le copertine e i titoli dei due dischi finora pubblicati mi sembrano emblematici: “My life on a pear tree” e “Music is not for Grownups”. Ma bisogna fare attenzione: giocosamente infantili si, ma per nulla acerbi. Su disco, e soprattutto live i Le-Li dimostrano innanzitutto un’ottima preparazione musicale, e in secondo luogo un’ottima presenza scenica. A stare lì ad ascoltarli sembra di essere nel salotto di casa fra amici che suonano, o ad un secret concert di SoHo (e non dico tanto per dire, per come la vedo io le radici musicali di questo gruppo sono da ricercare oltreoceano). Un’ atmosfera intima e conviviale, dove la tecnica è ben nascosta in funzione della musica d’insieme. Tantissimi gli strumenti usati, dal piano toys al clarinetto, dalla batteria all’hukulele al sitar, su cui spicca, sussurrata, calda, seducente, e dolce la voce di Le-Li. L’ottimo amalgama di queste cose è la cifra stilistica di questo gruppo decisamente insolito nel panorama italico.

Musica “giocata”, minimale, in qualche modo gioiosa, ma mai banale. I Le-li pescano a piene mani da un vasto repertorio: dalla tradizione punk rock (in questo senso fantastica la cover di Lithium dei Nirvana) al folk più classico, dal cantautorato più raffinato all’anti folk americano (e in questo senso ho gioito nel sentire la cover “italianizzata” di Anyone Else About You dei Moldy Peaches che, non me ne vogliano gli stessi Le-Li ma è il mio pezzo preferito del loro album). E proprio su questo vorrei spendere due parole. I Le-Li fatti salvi gli accostamenti musicali che fanno siti come rockit o lastfm, sono quanto di più vicino a Kimya Dawson o alle Coco Rosie io abbia mai ascoltato. Almeno fra gli artisti italiani. E’ uno dei motivi per cui mi sono piaciuti subito. E’ uno dei motivi per cui non mi sento ghettizzato in quanto italiano.

Ottima quindi, come quasi sempre, serata al Brevevita, per cui non mi resta che ringraziare Natalino per aver portato qui questo duo, e Gabriel che ha saputo fare davvero un bel lavoro con i suoni.

Ovviamente è inutile aggiungere che d(e)i Le-Li mi sono innamorato 😉

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