L’avventura si chiama ancora Indiana Jones, nonostante tutto.

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A poche settimane dall’annuncio di un nuovo capitolo della saga di Indy, pubblico questa rece scritta nel 2008 all’indomani dell’uscita de Il teschio di cristallo.

Diciamo la verità: se negli atenei di oggi i corsi di archeologia non sono deserti è anche merito di Indiana Jones. Il celebre archeologo nato dalla penna di George Lucas, non è solo il protagonista di una quadrilogia di film, è ormai diventato “l’avventura” per antonomasia. Trascende se stesso per indicare un intero genere, come Rocky e Rambo, ed anche assieme a questi due personaggi, caratterizza un decennio.
 Era quasi inevitabile quindi che in tempi di ‘80 style, remake vari e – sembra – carenza di idee al cinema, il professor Jones fosse ripreso e riproposto sul grande schermo.
Non immaginate la mia emozione nel vedere di nuovo (finalmente) la scritta LucasFilmltd su grande schermo. Indy è tornato, con qualche anno e chilo in più, con i capelli bianchi e figlio al seguito, è tornato con la sua “prima compagna”(Karen Allen partner femminile di Harrison Ford ne I predatori dell’Arca Perduta) e sempre inseguito da qualcuno (stavolta sono i russi). E’ tornato John Williams con la sua musica a sottolineare le epiche gesta del dott. Jones, è tornato Lucas dietro la macchina da scrivere e Spielberg dietro la macchina da presa.
Tempi, ritmo, sarcasmo, ironia, caratterizzazione dei personaggi secondari, ragnatele e pertugi pieni d’insetti, tutto (quasi) esattamente come gli altri 3 film. E lo spettatore gode.
La storia è ambientata nel 1957, in piena guerra fredda, fra test nucleari, maccartismo, brillantina e UFO crash. Con tutti gli stereotipi del caso.
Se negli altri film della saga eravamo abituati alle varie (auto) citazioni, qui – inevitabilmente – siamo quasi al puro omaggio: da American graffiti a Il Selvaggio, da Incontri ravvicinati ad ET (?) Passando ovviamente per lo stesso Indiana Jones. Soprattutto è un pout pourri di pop culture.
 Goduria eh? Si, ma…
Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo è un film fatto per piacere un po’ a tutti, dai ragazzini di oggi ai “vecchi” nostalgici come me e questo è a mio avviso il suo punto debole. Perchè sacrifica la trama in funzione o della spattacolarità o del gioco di rimandi e citazioni.
Non ha tutti i torti chi dice che se il personaggio doveva chiudere con questo film tanto valeva non farlo (e accontentarsi della trilogia). Si poteva fare di meglio indubbiamente, ma – per quel che mi riguarda – “la forza” (tanto per citare sempre Lucas) del personaggio è tale che si soprassiede a molti difetti pur di vedere di nuovo il cappellaccio di Indy, senza contare che lo scontato “passaggio di consegne” c’è stato, e forse, prima o poi, vedremo un nuovo Henry Jones Junior.
Se sia un bene o un male lo decideremo poi.

film  home

 
INDIANA JONES E IL REGNO DEL TESCHIO DI CRISTALLO
Titolo originale: Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull
Regia di: Steven Spielberg
Scritto da: David Koepp, George Lucas
Genere: Azione, Avventura
Anno: 2008
Paese: USA
Produzione: Paramount Pictures, Lucasfilm, Amblin Entertainment, Santo Domingo Film & Music Video
Musiche: John Williams
Durata: 126 minuti
Cast: Harrison Ford, Shia LaBeouf, Cate Blanchett, Ray Winstone, Karen Allen, John Hurt, Jim Broadbent, Alan Dale, Joel Stoffer

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