Sharknado

1459869665_sharknado-2

Chiariamo subito una cosa: io sono un cultore di B Movie. Li adoro, li cerco, li scovo e me li vedo, di solito con sommo gaudio.
Ma qui siamo oltre. E non in senso buono.

Sharknado 1: Sulla costa della California si abbatte uno strano tornado, carico di squali che precipitando a terra azzanno chiunque gli capiti a tiro. Il nubifragio seguente completerà l’opera permettendo agli squali assassini di andarsene in giro per la città. Fin Shepherd, un ex campione di surf che gestisce un bar sul molo di Santa Monica, intuendo subito la gravità della situazione si mobilita, riesce a salvare i figli, la ex moglie (che ovviamente in questo frangente riconquista) e la città intera, sconfiggendo gli squali con una motosega e distruggendo il tornado con le bombe.

Sharknado 2: E’ passato circa un anno dallo sharknado di Los Angeles, Fin e la moglie April si stanno recando a New York quando l’aereo finisce in una tempesta, ma non è una tempesta normale: è un altro sharknado che, guardacaso, si sta dirigendo verso la Grande Mela. April ci rimette una mano ma entrambi si salvano.
Una volta a terra, stesso scenario della volta scorsa, aggravato dal fatto che i tornado “squalosi” questa volta sono 3. Dopo un’entusiasmante arringa ai fieri newyorkesi, Fin distrugge il megatornado, formatosi dalla fusione dei 3, con del gas freon in cima all’Empire State Building.
Nel farlo però è risucchiato, anche questa volta, nel tornado.
Si fa largo tra gli squali a colpi di motosega e si fionda  tra le fauci di un grosso bianco.
Uscirà da lì illeso e con la mano mozzata della moglie da cui recupererà l’anello per chiedere ad April di risposarlo.

Sharknado 3: Cosa volete che succeda in una città quando Fin Shepherd la visita? Ovvio, c’è uno sharknado. Così questa volta è Washington ad essere distrutta proprio nel momento in cui il nostro eroe si trova lì per ricevere un encomio dal Presidente in persona. Tuttavia questo si estingue da solo in breve tempo.
Ma il nostro ha comunque sentore che qualcosa stia per succedere, e cerca di raggiungere moglie e figlia in Florida. Ovviamente tutta la costa orientale è in pericolo, e Fin capisce che l’unico modo per fermare le piogge di squali è dallo spazio. I nostri beniamini vanno perciò a Cape Canaveral dove, guarda un po’,  il padre di Fin è colonnello della NASA. Dopo dei tentativi falliti, Gil (il padre di Fin, un redivivo David Hasselhoff)  decide di sacrificarsi usando un’arma segreta. Il piano riesce, Gil va a schiantarsi sulla luna mentre Fin e April, ingoiati da uno squalo, atterrano (???) . Ovviamente l’animale brucia precipitando nell’atmosfera, ma i nostri alla fine si salvano e stanno bene. April dà perfino alla luce un bambino dentro lo squalo. Tutto si è risolto per il meglio anche stavolta, se non fosse per un pezzo di shuttle che, cadendo, schiaccia April. Agli spettatori sarà chiesto di comunicare le loro preferenze in merito alla sorte di April per il prossimo film.

Sharknado 4: Grazie ad una speciale tecnologia in grado di distruggere i tornado (e quindi anche gli sharknado) sul nascere, si sono avuti 5 anni di tranquillità, ma quando Fin Shepherd decide di andare a Las Vegas per una riunione di famiglia indovinate che succede? Eh si, un tornado, di sabbia questa volta, ma con squali annessi lo stesso.
Fin salva il figlio e la di lui neo moglie, e cerca di tornare a casa dove ha lasciato la madre e il suo ultimo figlio, quello nato dentro lo squalo… Nel mentre veniamo a sapere che April, dopo anni di coma è morta, e che Gil è stato recuperato dalla luna da un miliardario (lo stesso del sistema anti sharknado) e che sta benone. Lui e la nipote si sono pure attivati subito dopo il tornado a Las Vegas. Il problema è che stavolta il sistema anti sharknado non funziona (la sabbia non è l’acqua) e anzi, il tornado passando ingloba pietre, cavi dell’alta tensione , alla fine diventa pure radioattivo.
Nel mentre i nostri eroi si salvano un po’ tutti, riappare April (che in realtà non era morta ma era stata presa da suo padre che l’ha salvata facendola diventare tipo mezza bionica), e tutti insieme salvano nuovamente la situazione grazie ad un innovativo prodotto di alta tecnologia.
Ma mentre tutti si rallegrano, il cielo si copre di nuovo, il vento si alza e fa schiantare vicino ai nostri eroi un detrito un po’ particolare: un pezzo di tour Eiffel…. Gli sharknado si stanno diffondendo nel mondo.

 

Non servirebbero recensioni, basterebbero questi riassunti di trame.
Tuttavia voglio essere magnanimo (o masochista, o sadico, decidete voi) e spendere qualche parola su queste produzioni.et_sharknado3_0722_horiz
I film, cosiddetti di serie B, ci sono sempre stati. La definizione è un po’ generica e comprende davvero un’infinità di pellicole. Diciamo che fra le caratteristiche tipiche dei film di serie B c’è quasi sempre una produzione a basso budget, effetti speciali molto arrangiati, diversi errori (volontari o meno, di sequenze, montaggio, segreterie di produzione, bloopers, etc..) , attori non particolarmente dotati e, in genere, trame non troppo raffinate, di solito “fantasciementifiche” o comunque con la voglia di stupire (diciamo così) lo spettatore.
I mockbuster hanno caratteristiche simili, avendo la peculiarità di essere pensati per inserirsi sulla scia di determinati film di successo, sfruttandone l’onda e allo stesso tempo, spesso, perculandoli. Di fatto i mockbuster sono una sottocategoria del variegato mondo dei B-Movie.
Ma qui siamo di fronte ad altro.

Non bastano i riferimenti a Lo Squalo nei nomi dei personaggi (Sharknado 2), non basta perculare Star Wars (nel titolo di Sharknado IV), citazioni varie ed eventuali, cammei divertenti per fare un divertente film demenziale. Non basta un montaggio approssimativo e una trama scontata per fare un onesto B-Movie. Come, ovviamente, non basta uno squalo famelico per fare un horror movie.

La Asylum non è più una microscopica casa di produzione, le comparse e gli attori, pur non essendo propriamente dei personaggi sulla cresta dell’onda, non sono nemmeno misconosciuti.
E i cammei idem.
Anche se gli effetti speciali non sono certo quelli della Industrial Light & Magic, non possiamo parlare di film “arrangiati” alla bell’e meglio.
Se ci si pensa bene, Guerre Stellari (la vecchia trilogia), Terminator e migliaia di altri film, con soluzioni tecniche decisamente primitive, riescono a rendere decisamente meglio di tanta produzione digitale odierna. Sharknado in testa. Ma questo non lo rende un film “arrangiato”, solo volutamente “sporco”.
Prendete Lo squalo di Spielberg, mostra le sue evidenti carenze per il semplice fatto che proprio non riuscirono a creare un “fantoccio” migliore (Spielgerg decise così di mostrare il pupazzone il meno possibile, e questo forse rimane l’aspetto più interessante di tutto il film: il pericolo indicato ma quasi mai mostrato), nonostante il dispendio di soldi ed energie.
Ma in linea teorica con il digitale oggi si ottiene un effetto molto migliore con meno spesa, senza la necessità di costruire e far muovere degli animatronics. Ed in questo caso basta vedere l’evoluzione di Star Wars, e difatti, appena Lucas ha avuto la tecnologia a disposizione, ha fatto quello che avrebbe voluto fare anche all’epoca.
Allora viene forse da pensare che la cialtroneria in alcuni casi è voluta. E’ ricercata.
Non che ci sia qualcosa di male, La Troma ha fondato il suo successo su questo.
Ma era un mondo diverso. Allora gli effetti speciali costavano davvero tanto, da qui il via a soluzioni artigianali che, se non padroneggiate bene, lasciavano, diciamo, intravedere il trucco.
Di questo limite la Troma fece un vanto, e se da un parte mostrava ciò che non andava mostrato (il trucco appunto), dall’altro lato “limitava” le scene in modo da non aver bisogno di mostrare chissà che (all’incirca quello che fece Spielberg con Lo Squalo).
Prendo la Troma come esempio, come casa di produzione più conosciuta, ma negli anni ’70 e ’80 furono migliaia i B-Movie che invasero le sale, a volte era possibile guardare 2-3 film al prezzo di uno. Si crearono generi e se ne sottoramificarono altri. Il cinema d’exploitation (sesso e violenza), il poliziottesco, lo spaghetti western… sono tutti sotto generi nati all’epoca, e solo oggi alcune di quelle pellicole hanno raggiunto il rango di classici. All’epoca era quasi tutta roba di serie B. Ma furono visti da milioni di persone, influenzarono anche il grande cinema e almeno 2 generazioni, non a caso Tarantino e Rodriguez omaggiarono quelle pellicole con Grindhouse.
Allora il cinema era tante cose. In primis un sogno, sia per chi lo guardava sia per chi lo faceva.
E allora, pure se fare cinema era costoso, si potevano trovare dei modi per spendere molto poco, ci si poteva arrangiare (addirittura succedeva spesso che piccole produzioni italiane, andassero a girare abusivamente sui set dei peplum delle grandi produzioni americane, tra la fine delle riprese e lo smontaggio di questi). A volte in maniera egregia, a volte con risultati involontariamente comici.
Era così in tutto il mondo: l’influenza culturale americana portava a più o meno riusciti tentativi d’imitazione ovunque, a volte con risultati che oggi definiremmo tragicomici,  tipo Korkusuz, a volte re-inventando un genere, come nel caso della Trilogia del Dollaro di Leone.
Probabilmente tra la fine degli anni ’70 e i primi ’80 questo sottobosco cinematografico fatto di film girati in pochi giorni, attori della domenica, registi improvvisatie produzioni casalinghe, si smarcò dall’essere pura e semplice imitazione, brutta copia dei più famosi, per reclamare una sua dignità artistica, o almeno un suo essere contro-cultura. Non c’era una direzione univoca ovviamente, se produzioni come Il vendicatore Tossico della Troma va nella direzione dell’esaltazione del trash, dello sporco voluto, nello stesso anno un giovane James Cameron faceva uscire un film di serie B destinato a fare scuola, dimostrando che pure con un basso budget si può fare del buon cinema di fantascienza: Terminator. In mezzo c’è la produzione giovanile di Peter Jackson e i suoi splatter demenziali.

Cosa centra Sharknado, e più in generale la Asylum, con tutto questo? Niente, appunto.
Sharknado non è propriamente una produzione a budget 0, non ha una microdistribuzione e, in fin dei conti, resta sempre ambiguo tra il prendersi in giro e il prendersi sul serio. Forse solo il 4° capitolo tende ad essere un autentico B-Movie.
Ma è fuori tempo massimo…
Il confine tra il comico e l’horror è già stato superato da tempo, film come Con Air (e ci metto pure I Mercenari) hanno a modo loro dimostrato che si possono perculare i grandi film d’azione con un certo stile. Pellicole come Terminator, Juno, The Blair Witch Project hanno ampliamente dimostrato che si possono fare film (o fenomeni di costume nel caso dell’ultimo) di qualità spendendo poco.

Quindi i B-Movie della Asylum che stanno a significare? Qual’è la loro cifra stilistica, a 30 anni di distanza da Il vendicatore tossico? In fondo, la stessa dei filmoni che tendono a prendere in giro.
Non c’è, come in passato, una vera distanza fra le grandi produzioni e questa “piccola” produzione. Non c’è differenza stilistica, se non nell’assurdità (per nulla divertente) delle trame e delle situazioni narrate.
Fossero usciti 20 anni fa film del genere, avrebbero avuto senso, oggi molto meno.
Forse qualcosa s’è perso per strada, e suonerà magari un po’ stupido da parte mia, ma credo che quello che s’è perso per strada sia la poesia. Non si tratta più di giocare a fare cinema, ma solo di provare a fare bussiness.
L’ingenuo sogno di fare cinema con mezzi poveri sta ormai quasi solo nei film maker delle accademie, che spesso e volentieri sfornano prodotti noiosi, inutilmente complicati e compiaciuti. Di nuovi Kevin Smith che sfornano nuovi Clerk’s se ne vedono pochi.
Di nuovi Peter Jackson ancora meno.
Non parlo di genialità, ma di autenticità.
E’ una corsa al ribasso di tutti, i film sui Transformers (almeno il 3 e il 4) ad esempio,in quanto ad inutilità non sono da meno agli Sharknado.
La cifra stilista è la vuota spettacolirizzazione in entrambi i casi.

In soldoni signori, il cinema, specialmente quello d’azione, di fantascienza e catastrofico,  è ad uso e consumo di spettatori quantomeno superficiali. Il cinema volutamente di serie B è invece forse messo peggio, è in mano a “bimbiminkia” di diverse categorie, da quelli che “un film vale l’altro”, agli snob pseudo nerd per cui la Asylum incarna la “controcultura cinematografica”.
Il cinema di serie B si sta “bimbominkizzando”.
E non ci possiamo fare niente.

P.S. Prevengo subito la critica che molti potrebbero muovere e che è all’incirca riassumibile in “tutte le generazioni pensano che quella che venga dopo di loro è peggiore, che la loro musica è peggiore, i loro film sono peggiori etc…”.  Provate a confrontare un qualsiasi Sharknado con un Bad Taste, poi ne riparliamo.

P.P.S. Ultima considerazione che magari a molti suonerà moralistica, ma credo sia importante: va bene che gli squali suscitano in noi paure ataviche, ma dopo le decine di film fatti sull’argomento,  e soprattutto in considerazione della mattanza di squali nel Pacifico che sta causando un cambiamento drastico nell’ecosistema, un altro film con i “pericolosi squali assassini” era proprio necessario?

SHARKNADO

Titolo originale: Sharknado
Regia di: Anthony Ferrante
Scritto da: Thunder Levin
Genere: Fantascienza, Azione, Avventura, Catastrofico
Durata: 86 minuti
Anno: 2013
Paese: USA
Produzione: The Asylum
Musiche: Ramin Kousha
Cast: Ian Ziering, Tara Reid, Chuck Hittinger, Aubrey Peeples, Jaason Simmons, Cassie Scerbo

SHARKNADO 2 – A VOLTE RIPIOVONO

Titolo originale: Sharknado 2: The Second One
Regia di: Anthony Ferrante
Scritto da: Thunder Levin
Genere: Fantascienza, Azione, Avventura, Catastrofico
Durata: 95 minuti
Anno: 2014
Paese: USA
Produzione: The Asylum
Musiche: Christopher Cano, Chris Ridenhour
Cast: Ian Ziering, Tara Reid, Vivica A. Fox, Mark McGrath, Kari Wuhrer, Robert Hays, Judah Friedlander, Billy Ray Cyrus

SHARKNADO 3

Titolo originale: Sharknado 3: Oh Hell No!
Regia di: Anthony Ferrante
Scritto da: Thunder Levin
Genere: Fantascienza, Azione, Avventura, Catastrofico
Durata: 90 minuti
Anno: 2015
Paese: USA
Produzione: The Asylum
Musiche:
Cast: Ian Ziering, Tara Reid, Mark McGrath, Cassie Scerbo, Frankie Muniz, Bo Derek, David Hasselhoff,

SHARKNADO 4

Titolo originale: Sharknado: The 4th Awakens
Regia di: Anthony Ferrante
Scritto da: Thunder Levin
Genere: Fantascienza, Azione, Avventura, Catastrofico
Durata: 90 minuti
Anno: 2016
Paese: USA
Produzione: The Asylum
Musiche:
Cast: Ian Ziering, Tara Reid, Chuck Hittinger, Aubrey Peeples,

per leggere altre recensioni vai qui

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...