Capitan Harlock

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Il dubbio più grosso che ho, dopo aver visto questo film, è capire se Leiji Matsumoto figuri nella sceneggiatura semplicemente perchè il soggetto è suo, o perchè ha effettivamente contribuito a scrivere questo film.

Se rientriamo nel primo caso niente di male, ma se quella corretta fosse la seconda ipotesi…. brrr….

Ma andiamo con ordine.

Scoperta l’imminente uscita del film anche nelle sale italiane, io e mi miei amichetti nerdosi ci mettiamo in trepidante attesa. Si, avremmo preferito un live action, ma tant’è… Ad ogni modo sti cazzi, potremo vedere Capitan Harlock al cinema!
La sera della proiezione (se non ricordo male il film sarebbe stato in sala non più di 2-3 giorni) ci fiondiamo al cinema con tutto l’armamentario del caso, t-shirt a tema compresa. Tipo concerto insomma. Facciamo il biglietto, entriamo, pubblicità, buio in sala, si parte.
La prima impressione è buona: l’animazione è di livello e la storia sembra voler narrare tutto dall’inizio, andando a colmare quel vuoto lasciato dalle serie e dai film d’animazione fino ad ora prodotti. In pratica il film spiega come Capitan Harlock sia diventato Capitan Harlock, quello della serie che conosciamo noi almeno.
L’inizio è buono dicevo. Ma poi tutto degenera.
Non per i drammi personali dei protagonisti, o per i dialoghi pieni di phatos, no. Ste cose a Matsumoto sono sempre piaciute, le ha sempre messe nelle sue opere.
Lo spettatore di vecchia data, quello che come me è cresciuto con il vascello del pirata spaziale, non può non rimanere deluso, un po’ dall’evolversi della trama che alla fin fine si rivela una cagatina (scusate il francesismo), ma che tutto sommato ci può stare, ma soprattutto dal personaggio principale, dall’eroe tenebroso e indomito che qui non si rivela affatto tale. In questo film Capitan Harlock da di sè un’idea completamente diversa da quella a cui eravamo abituati.

Io non so cosa avesse in mente Fukui quando ha scritto la sceneggiatura ( e forse pure lo stesso Mastumoto che, anche non avesse preso parte alla stesura, sicuramente avrà dovuto dare l’ok), ma se l’intento era celebrare il “nostro” Capitano, direi che ha sbagliato strada.
Tralasciamo le innumerevoli incongruenze “leggere” fra le serie (la classica e la SSX) e questo film, robetta tipo che l’umanità nella serie classica è ancora sulla Terra, la Gaia Sanction nella serie non esiste, etc… Proviamo a fare uno sforzo pure su incongruenze un po’ più pesanti, anche se pensare ad Harlock, novello Olandese volante, immortale grazie al motore a materia oscura (ma che davero?) dell’Arcadia fa un po’ ribrezzo. In fondo l’universo di Matsumoto è famoso per essere pieno di incongruenze temporali e di trame, nessuno si aspettava una ferrea logica in questo film. Quindi ecco, lasciamo da parte queste incongruenze, e concentriamoci per un attimo solo sul carattere del protagonista.
Tutti sapevamo che il Capitano, prima di essere tale, aveva avuto un passato particolarmente drammatico, che celava le profonde ferite del cuore come l’occhio ferito dietro la sua benda nera, che la cicatrice non era solo quella sul volto, che tanto lo rendeva fico, quanto quella nell’anima (che se possibile lo rendeva ancora più fico). Si ok, ma c’è un limite a tutto.
Qui il tormento interiore dell’eroe da adito alla frustrazione pietosa dello sfigato.
In pratica, man mano che il film prosegue, fra “colpi di scena” più o meno pretestuosi, inquadrature da videoclip rap sulle rotondità di Yuki e Meeme, strette nello loro tutine in latex (o quel che è), e qualche scena d’azione, abbiamo l’involuzione del personaggio, l’eroe senza macchia e senza paura che si traforma in un personaggio ai limiti del patetico, un mentalmente instabile ossessionato dall’idea fissa di far “ricominciare da capo” il ciclo della vita.

Perchè????
Perchè avete dovuto distruggere così un personaggio tanto bello e tanto amato (soprattutto in Italia che è il paese dove il film ha incassato di più)?
Perchè creare tutte quelle sfumature di grigio (non è un riferimento ad opere dalla quantomai dubbia valenza erotica e letteraria) in un personaggio che è così netto, così bianco e nero?

Per quel che mi riguarda, in questo film Capitan Harlock muore.
Non è uno spoiler, è l’amara constatazione di quel che avviene nel nostro cuore dopo 110 minuti di visione.

 
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CAPITAN HARLOCK

Titolo originale: Kyaputen Hārokku: Space Pirate Captain Harlock
Regia di: Shinji Aramaki
Scritto da: Harutoshi Fukui, Leiji Matsumoto
Anno: 2013
Genere: Fantascienza, Avventura, Azione, Drammatico
Paese: Giappone
Durata: 110 minuti
Produzione: Toei Animation
Musiche: Tetsuya Takahashi

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