L’isola dei (cloni) famosi…

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Film visto qualche tempo fa su suggerimento di qualche amico… e devo dire che il suggerimento è stato giusto.

Al di là di qualche scena un po’ troppo “all’americana” The Island è un film molto bello da vedere e da seguire.

In pratica è la storia di un gruppo di persone (i 2 protagonisti emergono subito, ma il racconto all’inizio è generale) che vivono in una sorta di città artificiale, governata da strane regole che tendono a mantenere quel mondo perfetto, e in ordine. Fuori da qui il mondo è distrutto, contaminato da radiazioni, insomma è l’inferno. Le persone che vivono in questa grande città, sono fortunate, sono degli eletti che possono prosperare in tranquillità, dei medici li seguono, non si ammazzano di lavoro ecc… L’unica cosa vietata è instaurare rapporti promiscui troppo intimi.
Per il resto, pur nell’apatia, vivono tranquillamente aspettando di essere sorteggiati, da una sorta di lotteria governativa, per andare a vivere su bellissima isola scampata alla catastrofe.

La parte che segue svela la trama od una parte di essa, se non l’avete visto e non volete perdervi la “sorpresa”, non leggetela.
Tutto perfetto, tutto falso. Quello che i due protagonisti (che ovviamente s’innamorano) scopriranno andando avanti col film, è che quello in cui vivono è un mondo fittizio, che fuori da lì la vita procede tranquilla, e che loro sono solo dei prodotti di laboratorio, assicurazioni sulla vita di personaggi ricchi e famosi, che pagano profumatamente affinchè vengano allevati dei loro “cloni” da usare come “pezzi di ricambio”, in caso servisse loro. Quando qualcuno viene sorteggiato non va nell’isola paradisiaca, ma viene semplicemente preparato all’operazione in cui dovrà donare parti del suo corpo (la vita quindi) al suo “originale”.

La trama di per sè non è originalissima, mescolando buona parte di fantascienza odierna a idee Orwelliane, tuttavia mi sembra di un’attualità incredibile. Pur peccando di un uso eccessivo di certi stratagemmi narrativi (anche l’uso delle musiche) per sottolineare la suspance, il film ha il merito di farti scoprire la realtà piano piano, quasi assieme al protagonista.
Ovvio che l’effetto sorpresa è abbastanza falsificato da l’impianto del film, dove, perfino dal’uso del colore si capisce il fantascientifico orrorifico (non nel senso di alieni che mozzano teste) a cui s’ispira.

Azzardando un po’, si potrebbe inserire The Island in un ciclo ideale in cui ci sono anche Gattaca e 1984, ma anche 2001 Odissea nello spazio, Blade Runner e Dark Angel.

Lungi da me l’idea di mettere assieme la serie (pur bellissima) di Cameron col capolavoro di Kubrick, quello che voglio dire è che The Island, pur rimanendo un prodotto hollywoodiano, ha quella sensibilità (o almeno un barlume di quella sensibilità) di cui è piena molta fantascienza di qualità, che parla di mondi e tempi remoti e “insondabili”, perchè più direttamente paragonabili al vero grande mistero dell’universo: l’animo umano.

Parla di clonazione ed eugenetica The Island, parla dell’individuo come essere unico e irripetibile (seppure clone), parla dell’insopprimibile bisogno umano di conoscenza e di dare un senso alle cose. Credo che in un periodo come questo, in cui i dibattiti, relativi alle nuove scoperte di bioingegneria sembrano fermarsi sul “è giusto o no” , sul “moralmente accettabile o meno” un film come questo, pur non approfondendo, possa aiutare ad interrogarsi. Non tanto su cosa fare, ma sul perchè le cose esistono e cosa realmente sono.

Qualcuno riderà forse, della mia ingenuità o della mia “malizia” (?), ma lo rassicuro subito: The Island non è un film neo-con o teo-con (qualsiasi cosa questi significhi), è un film che immagina un futuro (che nei sogni di molti non è troppo lontano). Un futuro non catastrofico, anzi, iperrealista nella descrizione della realtà “vera”, che nelle città la vita si svolge come sempre, la gente va in giro ignara, qualcuno lavora a questi esperimenti e ha un po’ la coscienza sporca, qualcun altro li finanzia, per il suo diritto ad una vita “sana”. Il problema , finchè i cloni sono rinchiusi nella città/laboratorio non si pone, dirompe invece nella vita di molti (in quella di Bushemi per primo), quando i 2 “esperimenti” fuggono, e si identificano per quello che sono: persone. Il tutto è descritto con naturalezza, non c’è nemmeno l’ombra del “mio Dio cosa abbiamo fatto” (al limite il commento è lasciato allo spettatore dopo i titoli di coda), in questo sta forse il suo punto di forza, e (a mio avviso) l’apice dell’orrorifico.

Abbiamo imparato da tempo che l’orrore (quello vero) spesso si nasconde nel quotidiano. Che esso sia “la provincia” o la sagra del più becero positivismo, poco importa. Qualcuno è anni (forse secoli) che lo dice. Molti sembrano non aver capito. Spero che, anche un film come questo, possa essere d’aiuto ad una riflessione in più…

 

film  home

 

THE ISLAND

Regia di: Michael Bay
Genere:Azione/Drammatico Thriller/Fantascienza
Scritto da: Caspian Tredwell-Owen (screenplay) and Alex Kurtzman (screenplay)
Anno 2005
Paese: USA
Durata: 136 minuti
Cast: Ewan McGregor; Scarlett Johansson; Djimon Hounsou; Sean Bean; Steve Buscemi; Michael Clarke Duncan; Ethan Phillips; Brian Stepanek; Noa Tishby; Siobhan Flynn;[…]

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