La scia luminosa dello skateboard

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Prima o poi avrei dovuto parlarne, no? Un film che non mi occorre nemmeno rivedere, tanto ce l’ho stampato nella memoria.

Erano gli anni a cavallo fra gli ‘80 e i ‘90, e lo skateboarding impazzava sia negli States che da noi. Roma, Milano, la Romagna erano le mete più ambite dai pattinatori nostrani, e noi poveri ragazzetti di provincia conoscemmo questo fantastico mezzo di trasporto/sport attraverso la tv e i giornali (perchè visto che era “tendenza”, le immagini arrivavano in dosi sempre più massiccie).
Ora non confondiamoci: lo skate non era quello che è adesso, non faceva figo fra le ragazze, ed eravamo bistrattati dalla compagine, comunque più popolare, dei calciatori. Lo skate era una di quelle tante sottoculture giovanili, al pari dei paninari (che stavano sparendo), dei metallari (con cui spesso avevano affinità) e dei punk.
Ma una sottocultura che sul finire degli ’80  iniziava ad “andare di moda”.
Proprio grazie al fenomeno la Geffen produce Gleaming the cube (poi rinominato anche A brother justice), che da noi diventa California Skate.
Un film che sta allo skateboarding come I Goonies sta all’archeologia.
Qualche anno prima c’era stato un tentativo simile con Trashin – Corsa al massacro, film più ingenuo nella trama (anche se è dura) e meno “spettacolare”, ma che tutti gli appassionati ricordano con affetto e con un moto di simpatia per la genuinità casareccia del prodotto (e anche per la partecipazione dell’allora semi sconosciuto Flea dei Red Hot).
California skate è l’esponente massimo di tutto quello che girava allora (a livello di bussiness e di luoghi comuni) attorno al mondo dello skateboarding. Girato (credo) in coproduzione con la Powell Peralta, unisce ad un improbabile trama (lo skater ribelle Brian che si vendica della morte del fratello adottivo vietanamita), un cast d’eccezione (fra gli altri Tony Hawk, Guerrero, Mc Gill, Rodney Mullen), almeno per i seguaci della tavola a rotelle, presentando il mondo dello skate come una specie di derivazione nichilistico minimalista della pop art (ma con tutto il contorno kitch degli eighteen).
Non è un gran film California Skate, in se per se non dice nulla, e come è giusto che sia, il suo passaggio televisivo è relegato all’estate di Italia 1, tuttavia, per chi come me l’ha visto da ragazzino, ha rappresentato la scoperta di un mondo, quello dello skateboarding, che pur non praticando praticamente più, m’è rimasto dentro.

P.S. la controfigura di Slater nelle scene “acrobatiche” è Mike McGill

film  home

CALIFORNIA SKATE
Titolo originale: Gleaming the cube

Regia di: Graeme Clifford
Scritto da: Michael Tolkin
Genere: Azione/Sportivo
Anno: 1989
Paese: USA

Durata: 100 minuti

Cast: Christian Slater; Steven Bauer; Richard Herd; Le Tuan; Min Luong; Ed Lauter; Micole Mercurio; Peter Kwong; Max Perlich; Tony Hawk; Tommy Guerrero; Christian Jacobs; […]

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