Via del campo? naaaaaaaaaaaaaa…………..

Inizia a come una commedia e finisce come una tragedia, solo mantenendo (quasi) sempre quel tono soft, onirico.
Questo potrebbe essere il breve riassunto di questo film, passato su canale 5 a notte tarda (anzi, tardissima). Ma dirò di più.

Questa è la storia di un amore puro, scevro da gelosie e voglia di possesso, romantico all’inverosimile, insomma una cosa che, forse sta in cielo, ma quasi sicuramente non sta in terra.

Il protagonista è un uomo (Luis) che, cresciuto in un bordello, sogna fin da piccolo di trovare una donna di cui occuparsi, e un giorno la incontra: è Marion, che viene a lavorare nel bordello dove sta Luis. Da quella prima volta che la guarda Luis capisce che è lei la donna di cui dovrà prendersi cura, e lo fa: dal farle massaggi a cercare di trovarle l’uomo che possa renderla felice, “petit Luis” vivrà in funzione della sua bella Marion.

Due tipi di riflessioni ha suscitato in me la visione di questo film: una di tipo “tecnico”, e un altra di tipo “morale”.

1) Leconte inizia con belle musiche d’epoca e voli pindarici tra realtà e sogno, fra infanzia e maturità, il suo Luis vede se stesso ancora bambino, e la guerra (II° G.M.) e la vita nel bordello sono raccontate quasi come fossero favole (non a caso l’intera vicenda altro non è che il racconto di 2 prostitute ad una più giovane, in una sera di pioggia, senza clienti).
Nonostante certo cinema mi urti, l’idea del fantastico (come in parte è anche in Il fantastico mondo di Amelie) non mi dispiaceva, la leggerezza, non di temi, ma di spirito, era aggraziata e carina,  tuttavia la vena fantastica del film scema man mano che ci avviciniamo alla storia d’amore di Mariot e Dimitri, e nonostante le paradossali situazioni che si creano, e gli sguardi e le azioni di Luis inteneriscano sempre, la piega drammatica ha il sopravvento.

2) Come ho già accennato, la relazione tra Luis e Marion non sta in Terra, insomma alla fine regge e non regge. Se l’apologia dello sciocco che c’era in Forrest Gump ha irritato qualcuno, qui è (per certi aspetti) portata all’eccesso, ed un po’ ha irritato anche me, pur capendo che il personaggio di Luis ha tutta una sua valenza (sia scenica che morale), funzionale all’estetica del film e alla ricerca dell’amore puro che sembra voler portare avanti Leconte.

P.S. Qui la Casta è bellissima

<em><a href=”https://andreafontanablog.wordpress.com/recensioni/recensioni-film/”><img class=”alignnone wp-image-776 size-jetpack-portfolio-admin-thumb” title=”ELENCO FILM” src=”https://andreafontanablog.files.wordpress.com/2016/04/film.png?w=50&amp;h=50&amp;crop=1&#8243; alt=”film” width=”50″ height=”50″ /></a>  <a href=”https://andreafontanablog.wordpress.com”><img class=”alignnone wp-image-1313 size-jetpack-portfolio-admin-thumb” title=”HOME” src=”https://andreafontanablog.files.wordpress.com/2016/11/2000px-tokyoship_home_icon_2-svg-1.png?w=50&amp;h=50&amp;crop=1&#8243; alt=”home” width=”50″ height=”50″ /></a></em>

RUE DES PLAISIRS

Regia di: Patrice Leconte
Scritto da: Serge Frydman; Patrice Leconte
Genere: Drammatico
Anno: 2002
Paese: Francia/Germania
Durata: 91 minuti
Cast: Patrick Timsit, Laetitia Casta, Vincent Elbaz, Catherine Mouchet, Isabelle Spade, Bérangère Allaux, Patrick Floersheim;[…]

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