Closer

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La verità vi prego, sull’amore.
Parafrasando il titolo di un altro film, forse si riesce a spiegare questo, ma dico forse perché non è così immediato.
Un cast all-star (Natalie Portman, Julia Roberts, Jude Law, Clive Owen) per un film totalmente intimista, girato quasi tutto in interni. Un progetto ambizioso, quello che probabilmente c’è dietro: descrivere e sviscerare l’animo umano, i sentimenti che ci legano agli altri, i rapporti d’amore, di gelosia, di sesso, di amicizia, il senso di colpa, descrivere tutto questo non con voli pindarici, e nemmeno facendo accadere nulla di eclatante, ma solo riprendendo i personaggi nelle loro stanze, nelle loro case. Un progetto ambizioso, molti registi c’hanno provato, ma da quel che so nessuno ce l’ha fatta. Nichols forse ci si avvicina, con abbastanza esperienza di cinema alle spalle (è il regista de “Il laureato” per intenderci) riesce a far muovere gli attori (bravi, c’è da dirlo) in un piano che appare naturale, facendoli stare sulle spine e scoprendo i loro “caratteri” poco a poco.
Il film è tutt’altra cosa rispetto alle inquadrature iniziali, ma di questo ci si rendo conto solo dopo.
E’ un film amaro, che dice qualche sacrosanta verità che pochi (forse nessuno?) hanno saputo dire (chi non ha mai ragionato come Larry alzi la mano), quasi fossero tabù, ma ha una continuità irregolare, non so se dovuta a tagli imposti per “contenere” la lunghezza o ad una precisa scelta stilistica, ma francamente ho trovato irritante.

Non ci sono eroi o principi azzurri in Closer, e questo va bene, ma forse (e dico forse) sono tutti un po’ troppo meschini e fatalisti, tanto da far pensare che la Verità, pur continuamente invocata, sia davvero cosa per pochi. Non so… che sia davvero così?

Non è una commedia romantica, e non è nemmeno un film drammatico tout-court, sembra più che altro una beffa, un sorriso amaro e malinconico. Se l’intento era questo il film è azzeccato al cento per cento, ma rimane, pur con dei pregi, un film che stanca. Stanca “fisicamente”, per i tempi abbastanza lunghi, e mentalmente, visto che si fatica anche solo a seguire la cronologia temporale degli avvenimenti, e forse, è un film che semplicemente stanca l’animo.

Il “colpo di scena” finale poi, non l’ho davvero capito… cioè, non ho capito il perché (un paio d’ipotesi ce l’ho, ma…).
Alla fine è un film che, forse dovrei rivedere, non mi è piaciuto molto, sicuramente con degli spunti interessanti, ma bisogna andarci “preparati” (probabilmente non dovrebbero guardarlo le coppiette).

Il fatto che ho rimpito la recensione di “forse” non è casuale.

CLOSER:
Regia di: Mike Nichols
Scritto da: Patrick Marber
Genere: Drammatico/Romantico
Paese: USA
Anno: 2004
Durata: 104 minuti
Cast: Natalie Portman; Jude Law; Julia Roberts; Clive Owen; Nick Hobbs; Colin Stinton

4 risposte a "Closer"

  1. Closer va visto a più ripetizioni per capirlo a fondo e leggere ciò che ha detto il regista a riguardo, ti cambierà prospettiva credimi.
    Poi, per quanto riguarda il finale, è un finale “aperto”, passami la parola.

    Piace a 1 persona

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