Star Wars : Il risveglio della Forza

star wars the force awakens

A quattro mesi dall’uscita nelle sale, mi accingo a scrivere questo pezzo sull’ultimo capitolo della saga di Guerre Stellari.
Da dove iniziare?
Dal principio.
Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…
Con queste semplici parole, comparse per la prima volta nel 1977 sugli schermi di mezzo mondo, iniziava Star Wars, la favola moderna per antonomasia, destinata a diventare un fenomeno di costume transgenerazionale, argomento di discussione infinito fra le persone, materia di studio per cineasti, fisici, ingegneri, artisti, sociologi, teologi..
E’ quasi impossibile dire con precisione cosa sia oggi Star Wars. Un brand ovviamente, che genera profitti da capogiro, un’icona della pop culture chiaramente, visto il numero sconfinato di citazioni, un motivo di vita, mi verrebbe da pensare, almeno per alcuni soggetti, vista la quantità di materiale prodotto, da alcuni singoli individui, sull’argomento.
E ovviamente, fonte di immensa ricchezza per il suo creatore (e da qui l’ovvia domanda che farò poi).
Non mi tiro fuori dal coro: io sono un fan sfegatato della fiaba di George Lucas dai primi passaggi televisivi degli ’80.
Ma ai tempi non c’era internet ed io non immaginavo nemmeno il mondo (leggi Universo Espanso) che era nato dietro ai film.
Ad ogni modo, da fan, potrete ben capire come fossi eccitato all’idea di un nuovo capitolo della saga. Specie dopo i, diciamolo pure, semi deludenti (salvo in toto solo episodio III: La vendetta dei Sith) prequel di inizio 2000.
Potrete ben capire il mio stato d’ansia ai primi rumors e poi alle prime, poche, immagini del trailer…

Qui sta il primo “problema”: Star Wars è dappertutto.
Se è normale che una saga, entrata ormai nell’iconografia comune, venga citata ovunque, e pur capendo le esigenze commerciali della produzione, il battage pubblicitario per questo episodio 7 è diventato davvero invasivo e invadente.
Dagli ovvi giocattoli alle automobili, dalle arance (ve lo giuro!) ai viaggi, il marchietto Star Wars e la musica di John Williams, che ho sempre amato, sono diventati onnipresenti sui media, tanto da farmeli diventare (marchietto e musica) quasi insopportabili.
Ma andiamo con ordine…

“Il risveglio della Forza” è un buon film di fantascienza, costruito secondo i canoni del genere. Abrams miscela sapientemente gli ingredienti costruendo un film robusto che, pur rimanendo nel solco tracciato decenni prima da Lucas (ma anche da Spielberg), non si fa mancare venature dal vago sapore dark. Non è fantascienza gothic o, appunto, dark, ma tutta la pellicola rimane più “scura” (anche nei toni), in un certo qual modo sinistra, rispetto agli altri episodi della saga, dove il contrasto chiaro/scuro veniva associato semplicemente alle scene in cui c’erano i buoni o i cattivi, o al livello di drammaticità delle stesse.
E comunque anche in queste ultime (prendete ad esempio la prima apparizione di Darth Vader/Lord Fener in “Una nuova speranza”), la fotografia, le luci, i toni, tendevano a dare il senso dell’avventura e della favola, piuttosto che di una realtà effettiva che, invece, Abrams in alcune scene cerca, sembrando ispirarsi più a “Salvate il soldato Ryan” che al primo “Guerre Stellari”.
Questa scelta stilistica tuttavia, nell’economia generale del film, è più una firma d’autore che altro. “Il risveglio della Forza” è uno smaccato Episodio IV (“Una nuova speranza” appunto) reloaded (eplosione della Morte Nera compresa).
Il tentativo di “rifacimento” non è tanto e non è solo nell’ovvia “operazione nostalgia”, dovuta al recupero dei personaggi storici, che trattandosi di un sequel diventa una scelta quasi obbligata, o alle citazioni più o meno dirette delle scene e dei mezzi (gli X-Wing ad esempio e il loro volo radente l’acqua), si tratta proprio dell’intento, a mio avviso palese, di costruire un nuovo capostipite per la saga. Episodio VII dovrebbe essere il primo di 3 film che andrebbero a chiudere (almeno questi sono i rumors) il cerchio, finendo di formare l’ennealogia di cui parla una buona parte delle leggende metropolitane.
Se l’intento è questo, direi che l’operazione è riuscita per almeno un buon 80%.
Ma perchè fare questo? Specie nel momento in cui Lucas stesso, con Episodio I non ha avuto questa intenzione?
Qui siamo nell’ambito delle ipotesi ma credo di poterne abbozzare un paio abbastanza veritiere.
I ragazzini di oggi, diciamo i nati intorno al 2000, amano e conoscono Star Wars come i ragazzini di ieri (cioè i nati tra i ’70 e gli inizi deli ’80) amano e conoscono i western di Sergio Leone.
Magari li conoscono a memoria, sanno sviscerarne tutti gli aspetti, ma gli appartengono solo di riflesso, non sono i loro film, ma piuttosto quelli dei loro padri.
Probabilmente il tentativo è stato proprio questo, dare alle nuove generazioni il loro Star Wars, la loro epica, con il loro cattivi e i loro eroi.
A pensarci bene, forse la stessa cosa è avvenuta anche con i prequel, ma l’esigenza lì era anche e soprattutto quella di spiegare da dove venissero i vari Obi Wan, Yoda, Luke e Leia Skywalker, e soprattutto Anakin Skywalker, Darth Vader.
A tal proposito Lucas ha più volte sostenuto che in fondo Star Wars altro non è che un romanzo, quasi una telenovelas, incentrata su un grande protagonista, la sua vita tormentata, la perdizione e il riscatto finale.
Ma ne “Il risveglio della Forza” quest’esigenza non c’è. Trentanni anni dopo “Il ritorno dello Jedi”, Vader è morto e l’Imperatore pure, i protagonisti quindi potevano (e di fatti lo sono) essere altri. .
La curiosità di fondo è solo sapere come si evolverà la storia nella galassia lontana lontana.
Ed ecco allora Rey, Kylo Ren, Finn, Snoke. Nuovi eroi per una nuova epica.
Convincono? E soprattutto: bastano?
Dipende.
Se Rey, con pure tutto il politicamente corretto che si porta appresso, è il Luke (o forse l’Anakin) Skywalker 2.0 , e ce ne siamo già un po’ innamorati tutti, Poe e Finn, aspettando comunque i prossimi sviluppi, non bastano a ricreare la magia del terzetto Luke/Solo/Leia. Come, d’altro canto Kylo Ren, a parte la parentesi iniziale, non riesce nemmeno ad emulare il carisma di suo nonno Vader.
Ma questo forse, vale solo per chi, come me, è cresciuto con la vecchia trilogia. Ecco allora che viene in soccorso di noi cariatidi, l’operazione nostalgia: Harrison Ford e soci tornano nei panni smessi 33 anni fa. Per quanto effettivamente la cosa sia funzionale alla storia raccontata, nessuno mi toglie dalla testa che sia anche una grande paraculata. Azzeccata però. Anche se lo hai visto già nei trailer non riesci a rimanere impassibile quando Han Solo, entrando con l’amico nel Millenium Falcon, dice <<Chewbe, siamo a casa>>.
Vecchie e nuove generazioni coinvolte emotivamente, per motivi diversi, in un unico film.
Bella pensata Disney.
Ma bisogna essere onesti. Per quanto l’emozione prenda il sopravvento, se si analizzano le microstorie dei personaggi, alcune sembrano un po’ tirate per i capelli (soprattutto per quanto riguarda la “famiglia Solo”). Come è incongruente Han che prima, in una scena meravigliosa, dice “la Forza, i Jedi… è tutto vero” e poi va a cercare di redimere il figlio, che ne frattempo è diventato tipo signore oscuro dei Sith (anche se hanno chiarito che non si tratta di Sith, ma l’ìidea è quella), con un <<Dai Ben, torniamo a casa>> . E che è, un adolescente scappato di casa per una brutta pagella???

Qui subentra il fan che è in me….

Domande (e incazzature) da fan:
– Hai a disposizione Max von Sydow e gli fai fare una particina da 3 minuti???
– In Guerre Stellari abbiamo imparato che tutti possono accendere una spada laser, ma che per imparare ad usarla (possibilmente senza farsi male), servono disciplina, allenamento e una grande simbiosi con la Forza. Come diavolo è allora che sia Rey che Finn riescono, bene o male, a tenere testa a Kylo Ren??? Cioè uno che ad inizio film usando la forza fermava un colpo di Blaster….
In teoria, stando pure ai duelli spettacolari a cui Lucas ci aveva abituati con gli Episodi I, II e III, Kylo Ren avrebbe dovuto fare a fettine i due muovendo solo un braccio…
Va beh che lo stesso KR poi, si dimostra poco più di una mezza pippa con la sindrome da nipote frustrato…
– Dove ha preso, Kylo Ren, il casco semi carbonizzato del nonno? Se non ricordo male il corpo di Vader era stato bruciato sulla luna boscosa di Endor, e dopo la cerimonia c’è stata una grande festa, con tutti gli Ewok che allegramente saltellavano attorno…. chi è che, approfittando della preumibile sbornia collettiva, la mattina dopo è andato fra le ceneri del rogo a recuperare il casco di Vader bruciacchiato? Un ladro di reperti? Un archeologo? Allora è un regalo del papà! 😀 😀 😀
– Ok, c’è la taverna dove si raduna la peggio feccia della galassia (che fa tanto Moes Esley), etc.. etc…. bene. E ok, la proprietaria è una simpatica vecchietta amica dei jedi. E, con molto sforzo, ok, sta simpatica vecchietta è riuscita ad avere la spada laser che cadde a Luke a Cloud City quando Vader gli taglia la mano, e la tiene custodita in cantina…va beh….
Ma che sia la spada laser a “chiamare” Rey no eh! Non ci sto! E che è Excalibur? Durlindana? Ma che stiamo in Harry Potter??? Ma come, prima (Episodio V) mi insegni che la Forza è un’entità misteriosa che è dappertutto, poi (Episodio I) che è na questione di midicondrian (e lì m’hai fatto cadere le braccia) e adesso te ne esci con lo spirito (la Forza?) della spada stessa che chiamerebbe a sè la nuova proprietaria? Maddai….

Nlla creazione di una nuova mitologia tuttavia c’è un altro particolare che “stona”: i famosi titoli di testa.
Sono tremendamente brevi! Non ci dicono nulla di dove come e quando siamo, che sta succedendo nella galassia. Non inquadrano la situazione. Da dove diavolo è venuto fuori sto “Primo Ordine”? Esiste una Nuova Repubblica par di capire, ma come è governata e in che rapporti è con i Nuovi Ribelli?
Se nel 1977, in A New Hope, bastava dire che c’era un malvagio impero galattico e dei ribelli che si erano coalizzati, nel 2015 nel settimo capitolo della saga, ambietato 30 anni dopo il capitolo precedente, lo spiattellamento dei fatti non mi basta.
E’ stato fatto di proposito direte, per creare un ulteriore interesse, caricare di domande che esigono risposte. Si, ovvio, ma no, non va bene lo stesso.
E’ Star Wars, non Game of Throne.

Cos’è successo a Star Wars?

E’ successo questo:
Dal 1977, anno di uscita del primo film, è nato un vero e proprio “fenomeno Star Wars” che con gli anni è diventato quasi una religione (e non sto scherzando).
Ai primi tre film originari di Lucas sono seguiti romanzi, fumetti, videogiochi, fan fiction (su carta e su cellulosa), club, feste dedicate… alcune cose erano ufficiali (prodotte direttamente dalla LucasFilm) altri no.
Si decise allora di dare un senso a questa sterminata produzione, anche per risolvere delle incongruenze che s’erano venute a creare.
In pratica si distinse il materiale canonico da quello non canonico.
Era canonico tutto quello che proveniva dal buon vecchio George e tutto quello che, facente parte dell’Universo Espanso, non entrava con questo. Non canonico era il resto del materiale. (per chi vuole approfondire…)
E’ capitato che del materiale passasse dall’essere più o meno canonico a non caonico. Ad esempio nel momento in cui uscirono gli episodi I II e III, molte delle storie che riguardavano Anakin Skywalker che non erano in accordo con quello mostrato nei film divennero non canoniche.
C’è anche da dire che Lucas non lascia del tutto a bocca asciutta i fan che, avidi di leggere/vedere qualsiasi cosa riguardasse la galassia lontana lontana, si erano, negli anni, nutriti con queste storie. Nella trilogia prequel inserisce svariate trovate o personaggi nati nell’Universo Espanso.
Ovvimente in questa sconfinata produzione ci sono anche opere che narrano quello che succede dopo “Il ritorno dello jedi”, i figli di Han Solo e Leia, i figli di Luke, il nuovo ordine degli Jedi etc… Ovviamente con l’uscita di Episodio 7,  il materiale non in accordo con la continuity ufficiale è diventato non canonico.
Ok, ovvio. Ma succede anche un’altra cosa.
Nel momento in cui Disney compra tutto si aggiunge un nuovo canone e tutto quello che era il vecchio Universo Espanso ora è chiamato Star Wars Legends. Non è più canonico  (anche se qualcosa potrebbe rientrare in futuro).
Questo ha lasciato perplessi non pochi fan.
Ma non è solo nell’organizzazione della continuity che si sente la mano di Disney, se lo stesso Lucas ha dichiarato (poi ritrattando) che ha “venduto tutto agli schiavisti bianchi”.
Di fondo “Il Risveglio della Forza” è pensato per piacere a tutti, ma proprio a tutti, mettendoci un po’ di questo e un po’ di quello, invadendo l’etere di spot, legando (a suon di dollaroni ovvio) il marchio SW a qualsiasi prodotto ne facesse richiesta. E, ovviamente sicuri della corsa al botteghino dei vecchi fan, puntando principalmente al target dei 10-15enni. In pratica, fatto salvo l’aspetto cinematografico, tutto quello che c’è intorno al film è fatto per bimbiminkia.
Non che il primo Star Wars fosse fatto per 30/40enni cineasti tromboni, no, anche quello nacque con l’intento di creare una storia d’avventura che piacesse a più gente possibile e vendere gadget, ma, sarà solo un’impressione, “il tiro” era leggermente diverso. L’ingenuità di alcune scene era in linea con la favola che si stava raccontando, allora all’esordio, non c’era una sorta di “cosmologia” dietro. C’era voglia di fare un certo cinema, che in quegli anni significava anche vincere una scommessa rischiosa.
Ora si spende e spande, giocando sul sicuro della creazione dell’evento dell’anno (che puntualmente qualche mese dopo è dimenticato) che traina altri 10-15 prodotti (andatevi a vedere le uscite previste, da qui a qualche anno, riguardanti SW) dove c’è dentro di tutto e di più. Di fatto facendo perdere unicità al caposaldo, il film e privandolo in parte della sua magia.

Tuttavia Il risveglio della Forza è il nuovo capitolo della saga di Star Wars

Pur con mille pecche, pur con tutti i dovuti distinguo, pur con le spade laser che “chiamano” le persone, Il Risveglio della Forza è il nuovo capitolo della saga di Star Wars. Certo, non è “L’Impero colpisce ancora” (ci mancherebbe), ma a meno di non voler fare per forza gli snob nostalgici di quelli che “ai miei tempi”, bisogna riconoscere che, nonostante tutto quello che ho detto prima (e altro ancora), e accettando che la saga che tanto amiamo è ora di proprietà della Disney,  Episodio 7 è in grado di essere Episodio 7.
E tanto andremo comunque tutti al cinema a guardare Episodio 8 ed episodio 9, aspetteremo le uscite delle varie serie (quella sullo squadrone rosso è imminente), e continueremo a foraggiare la LucasFilm. Pure se se è di proprietà degli schiavisti bianchi.
Loro lo sapevano già.
Bisognerà armarsi di molto coraggio e spirito di sopportazione.
Che la Forza sia con noi.

 
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STAR WARS: IL RISVEGLIO DELLA FORZA

Titolo originale: Star Wars: The Force Awakens
Regia di: J. J. Abrams
Scritto da: Lawrence Kasdan, J. J. Abrams, Michael Arndt
Genere: Fantascienza, Azione, Avventura
Paese: USA
Anno: 2015
Produzione: Lucasfilm, Bad Robot Productions
Durata: 135 minuti
Musiche: John Williams
Cast: Harrison Ford, Mark Hamill, Carrie Fisher, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac, Lupita Nyong’o, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Anthony Daniels, Peter Mayhew, Max von Sydow

7 risposte a "Star Wars : Il risveglio della Forza"

  1. Concordo in pieno sul tuo discorso sui vari buchi di sceneggiatura, la spada Durlindana che chiama il proprietario è una roba degna di “Super Fantozzi” 😉 Anche vero che è l’inizio di una nuova trilogia, hanno voluto creare dei nuovi personaggi per una nuova generazione, il problema che a mio avviso “Il risveglio della forza” smette di funzionare perdendosi nelle strizzate d’occhio proprio quando rientra in scena il vecchio cast, il che è assurdo lo so 😉 Confido che Rey e gli altri evolvano (e abbiano più spazio) nei prossimi film. La teoria che mi piace di più, è che Rey sia la figlia di Palpatine, buona figlia di un cattivo, ma vedremo, per ora le teorie si sprecano 😉 Poi mi ha fatto ridere l’idea di papà Han Solo che torna a casa dal figlioletto cacciatore di reperti, “Tieni ragazzo, ti ho preso un ricordino” dandogli la maschera di Darth Vader 😉 Cheers!

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      • Hai ragione, stima per tutti quei (pochi) che riescono a considerare solo LA trilogia, e a non prendere troppo seriamente il resto, amiamo troppo Star Wars per essere così distaccato. Però fino ad ora, sono riuscito a non comprare più merchandising da quando è uscito “Episodio VII”, ma sono una goccia in un mare (di soldi) 😉 In ogni caso “Rouge One” lo attendo, mi ispira più di un “Episodio VIII”. Cheers

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      • ah col merchandising mi sono fermato anch’io, e tutto rigorosamente della VT.
        Ma devo essere onesto, a distanza di tempo riesco ad accettare pure la nuova, nel bene e nel male ha dato una direzione nuova. Poi si, Jar Jar è insopportabile, Anakin inespressivo, ma il duello finale su Mustafar merita e nel complesso, pur con tutte le pecche, mantiene la promessa di creare un mondo dove inserire le storie narrate negli episodi IV, V e VI, che, pur restando i veri Star Wars, sono così sottratti a restare solamente 3 grandi film degli anni ’80. Insomma, Lucas ha provato a fare con la NT quello che Tolkien ha fatto con il Silmarillion. Magari non è riuscito bene, ma non posso biasimare dle tutto il tentativo e comunque ho goduto di alcuni aspetti.

        PS la serie animata the Clone Wars non è male.

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  2. ” adesso te ne esci con lo spirito (la Forza?) della spada stessa che chiamerebbe a sè la nuova proprietaria? Maddai….”

    Mi è venuto pure in mente la serie di She-ra, la sorella di He-man, in cui la spada la chiama a se! lol XD E nel poster de “Gli ultimi jedi” Rey sembra proprio il biondo era che chiama il potere di Greyskull piuttosto che quello della forza! XD

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